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Dal 4 dicembre 2011 - Mostra temporanea a cura di Giorgio Agnisola: Rosario, Luigi e Elio Mazzella - Una famiglia di artisti nel dopoguerra Italiano.
 
 
 

Associazione Culturale "Novecento"

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Porticato Gaetano

 

 

   

COMUNE DI GAETA

 

Via De Lieto n. 2/4 - c.a.p. 04024 Gaeta (LT) - tel./fax 0771/466346 - mail: info@pinacotecagiovannidagaeta.it

Palazzo San Giacomo


Adiacente alla chiesa dell’Ulivo, in cui era il Monte di San Giacomo degli Italiani e da cui prende il nome, fu costruito in proporzioni minori rispetto a quelle che oggi assume, dal nobile Sig. Nicola Spina emigrato da Firenze nell’anno 1500 e che venne a stabilirsi a Gaeta. Nel 1750 il Sig. Francescantonio Spina lasciò Gaeta per Castellone, oggi Formia, e vendette il palazzo ad un tal Sig. Giuseppe Dias, che a sua volta lo alienò a favore del governo borbonico nell’anno 1792. Il governo ne fece un Ospedale Militare e l’ampliò in maniera consistente.
Nel 1878 circa lo acquistò il Comune di Gaeta per la somma di lire 4.050 giusto l’approvazione del Ministero delle Finanze comunicata all’Intendenza di Finanza di Caserta, riunendovi tutta la pubblica istruzione cittadina*.
Nel corso degli anni, infatti, ha ospitato l’Asilo Comunale, le Scuole Elementari, la Scuola Commerciale prima e l’Istituto di Avviamento Commerciale poi; successivamente l’Istituto Professionale per le Attività Marinare nei piani inferiori e la scuola media e l’Istituto Professionale per il Commercio.
Le attività scolastiche terminano definitivamente nel dicembre del 2005 per la sopravvenuta inagibilità dei locali.
Dal giugno 2006 ospita agli ultimi due piani la Pinacoteca Comunale d’Arte Contemporanea Giovanni da Gaeta.
Il piano terra ed il primo piano sono ancora occupati da attrezzatura scolastica.
 

La Chiesa degli Ulivi o della Natività

La chiesa di S. Giacomo degli Italiani o Natività o degli Ulivi fu edificata nell’XI secolo per conto dei pisani come ringraziamento al Signore per la vittoria ottenuta contro i saraceni. Prende il nome dall’effige in marmo di S. Giacomo  su una delle due porte. Nel XVI secolo l’Arciconfraternita della borghesia, detta dei Bianchi, fu ammessa in questa chiesetta. Abolita dal decennale governo napoleonico che la utilizzò come cappella dell’ospedale militare adiacente (palazzo S. Giacomo), l’arciconfraternita riebbe la chiesa, che diventò di sua proprietà, nel 1826.

Questo sodalizio aveva l’obbligo di assistere i condannati all’ultimo supplizio, e dar loro sepoltura. Il re, con Real Carta dell’11 febbraio  1758 ordinò che fosse costruita una sepoltura per i giustiziati accosto alla chiesa della confraternita, edificandosi quella cameretta adiacente alla porta sud e sulla quale è scritto “Pro justitiatis 1758”.

* - Notizie tratte da “Memorie storiche della città di Gaeta” del Conte di Castelmola D. Onorato Gaetani d’Aragona.

 

 

 

 

L'ingresso della Pinacoteca

 

Ingresso principale

 
 

la Chiesa degli Ulivi

 

Cappella pro Justitiatis